Poesie

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Delusione

2000

Cinguettava da dietro il banco delle farmacia
protetta da un grembiule bianco e sbottonato,
esile, graziosa, perbenino, a modo
come la Minnie di Topolino.

Le dissi il nome delle medicina senza la ricetta,
fantasticando su improbabili rendez-vous
dopo l'ora di chiusura, di fiori da farle avere
senza mittente, almanaccando sull'anonimato
da portare avanti ma con trent'anni in meno nella testa,
e non m'accorsi che l'astuta Minnie
s'era preso il ticket dalla scatoletta
per applicarlo, forse, sopra una ricetta
da incassare al netto delle imposte.

Ancora Oblivion

2026

Quando la fisarmonica apre il suo ventaglio
l’atmosfera sussurra con lei e carezza l’orecchio
ha nostalgia di un mondo dove gli angeli si appoggiano
sulle spalle e sottintendono carezze e alibi
inventati per giustificare le debolezze del cuore
siamo immersi nel sogno che ci porta lontano
verso l’alto ove una voce che ci invita a vedere
la fine della pellicola che non avevamo dimenticato
Casablanca, i due che si dicono addio .
È camminare in una sera di pioggia con gli ombrelli chiusi
e tu mi guardi e mi dici che non è sogno, tu che
rinasci davanti ai miei occhi dalla tua ombra
fatta di carne, sono le note del bandoneon
che stringono la gola e quasi portano al pianto
poi tutto svanisce in una dissolvenza nella foschia.

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